Intervista a Jeremy Pfisterer | Stampa |  E-mail

RoreStars: Al volo, il Lostallo sarà promosso?
Jeremy Pfisterer: Con tutti gli scongiuri del mondo dico di sì.

RS: Il vostro campionato sta andando benissimo, siete secondi in classifica a meno due dalla vetta, il Cadenazzo sembra aver perso lo slancio dell’andata, la promozione è il vostro obiettivo, però faticate più del dovuto per vincere. Come mai?
JP: Bisogna dire che il nostro campo, ora come ora è in una condizione che qualsiasi squadra farebbe fatica a giocare un buon calcio. Questa però non vuole essere una scusante, ci sono partite dove gira tutto per il verso giusto, anche la palla, altre dove facciamo più fatica ad esprimere il nostro bel gioco, ma fin che arrivano i 3 punti non ci lamentiamo affatto.

RS: AS Moesa, più che un progetto è una realtà! Un bilancio provvisorio della collaborazione con l’US Gloria!
JP: Esatto, è una realtà, in più di un' occasione giocatori di una delle due squadre sono andate a dare una mano all'altra e a quanto pare i risultati si vedono, credo si stia lavorando nel verso giusto.

RS: Qual è l’ambizione di questa “nuova” società?
JP: L'ambizione a corto medio termine è di avere una squadra di attivi in terza lega e una di seniori.

RS: Ha l’AS Moesa la possibilità di ambire a una seconda lega nei prossimi anni?
JP: La possibilità c'è eccome, se prendiamo tutti i giocatori vallerani che sono sparsi nelle varie società della valle e fuori i quali hanno già militato in questa categoria e diamo un'occhiata al settore allievi, credo che le potenzialità ci siano.

RS: Come sta lavorando l’allenatore/giocatore U. Rosa?
JP: Sta lavorando molto bene, oltre ad essere un allenatore molto preparato e competente, è un trascinatore e soprattutto motivatore.

RS: Cosa ne pensi delle fusioni in valle?
JP: Penso che siano d'obbligo se si vuole dare un futuro calcistico alla valle. Del campanilismo non se ne fa niente nessuno, anzi è controproducente. Ci vuole umiltà e collaborazione o non andiamo da nessuna parte.

RS: Come ti trovi a Lostallo e com’è l’ambiente in questo momento in squadra?
JP: Mi trovo molto bene e l'ambiente è gioioso.

RS: Con te a Lostallo sono arrivati altri giocatori che hanno militato con il Rorè, Bassi, Peduzzi, Bouziri. Non è solo a livello sportivo che a volte si fanno delle scelte, non è vero? O formulato in un’altra maniera, cosa ti ha spinto ad andare a Lostallo?
JP: La prima cosa che mi ha spinto ad andare a Lostallo è stato l'attaccamento alla valle, una scelta che ho ponderato bene e dopo averne discusso con i miei compagni d'avventure Tete e Tino, insieme abbiamo deciso di dare il nostro contributo al progetto in corso.

RS: Tu hai giocato anche a Giubiasco, puoi dire che ci sono differenze di mentalità nel calcio valleranno rispetto a quello oltre confine o i problemi sono uguali ovunque?
JP: Ogni società ha i suoi obiettivi e i suoi problemi che poi infine si accomunano. La mentalità dipende da ogni singolo giocatore e da chi gestisce la squadra.

RS: Hai militato per lungo tempo a Rorè, come ti ricordi quel periodo di grandi soddisfazioni con la promozione dalla terza alla seconda?
JP: Ho giocato per otto stagioni e mezzo nel Rorè, ho fatto due promozioni in seconda e due retrocessioni in terza. Bei tempi, bel ambiente, bravi giocatori..insomma un bel ricordo.

RS: Tu scrivi le pagelle, giusto? Una responsabilità non evidente perché ti esponi più degli altri, nonostante siano da prendere non troppo sul serio! Cosa ne pensi?
JP: Sì sono io il pagellista. Non parlerei troppo di responsabilità, lo faccio per animare un po' le cose e per farsi qualche risata. Non sempre però vengono prese con ironia e in quel caso lì mi viene voglia di lasciar perdere tutto.

RS: Parliamo un po’ di te… Ito, da dove proviene questo nomigliolo?
JP: Bella domanda, da piccolino avevo gli occhi un po' a mandorla e assomigliavo a un giapponesino. A quel tempo l'imperatore giapponese si chiamava Hiro Ito e allora i miei genitori iniziarono a chiamarmi Ito.

RS: Cosa fai nella vita, il lavoro, le passioni…?
JP: Sono un ballerino e istruttore di danza, insegno soprattutto hip hop in varie sedi e faccio il supplente di educazione fisica nelle scuole. Le mie passioni sono il cinema, le serate mondane e domestiche, la musica e le avventure con i miei amici e la mia ragazza.

RS: Hai frequentato una scuola particolare in un settore non comune alle nostre latitudini. Raccontaci un po’ di questa tua esperienza e di come sei riuscito a far conciliare calcio con il ballo?
JP: Alle nostre latitudini di accademie di danza non ce ne sono, infatti ho studiato 3 anni a Milano. Conciliare il calcio con la danza è stato un po' complicato mentre frequentavo l'accademia, ma poi una volta trovata la mia strada (quella dell'insegnamento) è stato tutto più semplice. È comunque una lavoro che ti occupa nelle ore serali, ed ora come ora riesco a gestire il tutto facendo si che io possa allenarmi. Ogni volta che metto le scarpe da calcio prego che non mi infortuni seriamente, poiché in quel caso sarebbe veramente un dramma.

RS: Secondo te, come giocatore, quali sono i tuoi punti forti e quali da migliorare?
JP: Punti forti direi l'intelligenza tattica, la velocità (anche se non ho più 20 anni), e la polivalenza. Punti da migliorare credo sia troppo tardi.

RS: E per quello che riguarda il Lostallo, qual è un punto forte e uno debole della squadra?
JP: Siamo una squadra che ci crede sempre anche nelle situazioni più delicate. Capita di avere un quarto d'ora di blackout dove gli avversari prendono fiducia.


RS: Il tuo personalissimo pronostico per Rorè – Lostallo e Gloria – Mesocco?
JP: Rorè-Lostallo 0-2 e Gloria-Mesocco 2-0

RS: Vuoi aggiungere altro, un pensiero, un commento, una critica…
JP: L'unione fa la forza...a buon intenditore poche parole.
Grazie a te per l'intervista e per il tempo che dedichi per ravvivare la valle.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Gennaio 2011 23:33